7. Mcon in Borgogna: sviluppo di una citt.

   Da: G. Duby, Una societ francese nel Medioevo. La regione di
Mcon nei secoli undicesimo e dodicesimo, Il Mulino, Bologna, 1985

 Le seguenti pagine dello storico francese Georges Duby mostrano
l'evoluzione, a partire dal Mille, di una piccola citt, la quale,
approfittando della vicinanza di certi itinerari mercantili, ben
presto si espanse oltre le antiche mura, grazie alla costante
emigrazione soprattutto di contadini che abbandonarono la campagna
per darsi ai traffici. Nasceva cos l'ambigua figura del
borghese - termine che si legge in un vecchio documento
cittadino - dallo status giuridico incerto, non pi rustico, ma
neppure assimilato ai cavalieri ed ai chierici.


   Alla fine dell'et franca una corrente di grande circolazione
attraversava la regione di Mcon. A dire il vero, si trattava
soltanto di un movimento marginale che sfiorava una societ
interamente rurale senza penetrarla. L'economia agraria e il
traffico a lunga distanza erano allora due settori paralleli,
estranei, che si incrociavano  -  quando si incrociavano  -  in
misura minima. Orbene, il grande fatto economico del periodo da
noi studiato  che il movimento commerciale progressivamente si
fece pi cospicuo nell'ultimo quarto dell'XI secolo, divenne tanto
poderoso da penetrare nell'economia rurale: non si limit pi solo
a sfiorarla, ma la prese a rimorchio e, rompendone l'equilibrio,
la costrinse a trasformarsi. [...].
   Non bisogna stupirsi per il fatto che la nostra regione sia
stata assai presto toccata dal risveglio del commercio a grande
raggio. Nella geografia della circolazione medioevale, essa fruiva
di una situazione privilegiata tra due centri di grande attivit
commerciale: la zona d'incrocio della Francia orientale dove,
nelle citt mercantili di Sens e di Langres e alle fiere della
Champagne, si incontravano i mercanti settentrionali, da una
parte, e, dall'altra, l'ambto Mediterraneo, che era meta dei
grandi pellegrinaggi (Roma, San Giacomo di Compostella o la Terra
Santa), porta aperta sull'oro e sulle ricchezze dell'Islam e di
Bisanzio, sull'Italia e sulla Spagna. [...]I progressi della
circolazione ebbero come primo effetto di rianimare nella regione
l'attivit urbana.
   Nei principali nodi stradali, tre citt gi esistevano: Mcon e
Tournus, sulla via fluviale, ed esse, quando il commercio era
fiorente, si erano sviluppate nei siti migliori; Cluny, nata nel
decimo secolo dal grande santuario e dai pellegrinaggi. Non ne
furono fondate di nuove: quegli agglomerati, la cui funzione
principale, avanti il Mille, era religiosa o amministrativa,
divennero sedi di tappa e di scambio, ed ebbero una crescita
demografica.
   Il primo documento che segnali l'ampliarsi dell'attivit
commerciale nelle citt risale al 1039: il diploma di immunit
concesso da Enrico primo [re di Francia dal 1031 al 1060] ai
monaci di Tournus sanziona l'esistenza di tre nuove fiere nel
borgo abbaziale; qualche anno dopo, anche Cluny divenne sede di
quattro mercati. Furono allora costruiti alberghi per accogliere
mercanti forestieri sempre pi numerosi. A contatto con loro gli
ebrei della citt, divenuti contadini, si occuparono nuovamente di
traffici. I grandi domini fondiari il cui centro era posto in
citt  -  quelli del conte e del vescovo a Mcon, quelli dei
monaci a Cluny o a Tournus  -  si aprirono sempre pi verso
l'esterno. I famuli [servi] di tali signorie, incaricati degli
scambi, fecero pure affari per proprio conto e, poich cos
guadagnavano denaro, i contadini che aravano i campi e coltivavano
le viti sotto le mura cittadine seguirono il loro esempio e
lasciarono le loro terre: e cos Girardo di Cours e Alardo
l'Apostolo, ognuno dei quali aveva nel suburbium [sobborgo] di
Mcon un cortile concesso dai capitoli urbani, all'inizio del
secolo dodicesimo lo abbandonarono e, venduti i propri diritti ai
signori, con un capitale di alcune lire, poterono anch'essi
mettersi in commercio. Infine, facendosi pi intensa la
circolazione, occorse nuova mano d'opera sul porto fluviale, ci
vollero altri conducenti di bestie da soma, altri battellieri,
altri intermediari: nuovi immigrati vennero a stabilirsi nelle tre
citt, a ingrossarne la popolazione. [...].
   A Mcon, la citt vecchia (urbs vetus) non mut per nulla di
aspetto. Chiuso nelle sue mura romane, il castrum [quartiere
derivato dal primitivo accampamento romano] rimase il centro
difensivo e la residenza comitale [cio del conte]. Pur se
attraversato da una parte all'altra, tra la porta superiore e la
porta orientale, da una carrareccia, il borgo maggiore non pare
essere stato toccato dal progresso degli scambi; vi si trovavano
ancora larghi spiazzi vuoti e campi coltivati. Anch'esso cintato
da mura, il borgo vescovile sembra essere stato pi attivo. [...]
Come a Cluny, i nuovi quartieri commerciali si svilupparono fuori
le mura. A nord-est della citt esisteva un sobborgo gi nel
secolo decimo, attorno al portus [porto fluviale], sulla via per
Tournus, all'entrata del castello: in questo vecchio centro degli
affari si era insediata la comunit ebraica. Le sue strade [...]
si popolarono di nuove case, ma il quartiere si estese ben poco
perch, nel secolo undicesimo, il centro vivo dell'attivit urbana
si port pi a sud, a capo del ponte, all'incrocio delle due
strade principali, quella della Saona e quella, in direzione est-
ovest, d'Italia e di Cluny.
   L nacque e si svilupp il borgo nuovo: una via commerciale,
la strada del Mezzogiorno, dove si insediarono macellai,
cambiavalute e il primo ospedale; la grande carreggiata che,
lambendo il muro del chiostro e la scarpata del castello, saliva
dal ponte verso la Barre [cima delle Alpi del Delfinato]; due
incroci, uno davanti alla porta della fortezza il cui ruolo 
amministrativo [...] e l'altro a capo del ponte, all'intersezione
con l'antica via Agrippa, il cuore del movimento commerciale. Nel
dodicesimo secolo gli alti edifici in pietra della citt, le mura
del castello, le torri, i campanili delle chiese episcopali, la
navata della cattedrale, dominano un agglomerato di alberghi, di
banchi, di fondachi costruiti alla svelta in legno, in sassi e in
malta, di aspetto meschino, ma in cui si nascondeva la ricchezza,
isolati verso l'Est e verso il Sud dal fiume, dai campi e dai
vigneti. Nelle tre citt la vita si era ormai ritirata dai vecchi
quartieri chiusi, punti di difesa militare e chiostri delle
comunit ecclesiastiche, dove un tempo si concentrava tutta
l'attivit urbana e che si staccavano direttamente dalla pianura.
Ora la vita pulsa alla periferia, nei borghi mercantili che il
risveglio dei traffici a lunga distanza aveva fatto nascere e
pervenire in un cinquantennio alla maturit.
   Certo non bisogna esagerare l'ampiezza di tale sviluppo
topografico: le nostre citt restarono pur sempre piccole borgate.
Tuttavia, la loro superficie in pochissimo tempo raddoppi,
immigrati erano giunti ad abitarvi, qui si erano sposati e vi
avevano costruito la loro abitazione. [...] Ma si tratta di poche
persone. La maggior parte degli immigrati risulta essere nativa
dei villaggi circostanti, dove conservava legami di vario genere.
Quasi tutte le famiglie della borghesia di Cluny erano originarie
o dei casali a cavaliere delle strade che portavano al monastero,
o delle zone in cui i monaci possedevano i loro domini pi
importanti. [...].
   Nel secolo dodicesimo gli abitanti dei nuovi quartieri urbani
risultano essere quasi tutti o discendenti di povera gente che,
prima della rinascita dei commerci, viveva ai margini della citt
o dei monasteri, lavorando la terra o servendo i grandi, oppure i
figli o i fratelli degli abitanti dei villaggi viciniori. Il
sovrappopolamento delle zone di antico insediamento non provoc
soltanto il dissodamento degli incolti boschivi; taluni contadini,
che risiedevano in vicinanza delle grandi strade, furono coinvolti
dalla corrente di circolazione e andarono a concentrarsi nei punti
di giunzione del traffico, dove si poteva guadagnare da vivere
senza lavorare la terra. Furono le campagne vicine a reggere,
pressoch sole, la crescita delle citt.
   Il movimento demografico introdusse nella societ dell'XI
secolo una classe nuova, quella dei borghesi. Il termine burgensis
risulta essere nel Maconese di antico uso. Lo scriba che lo
adoper intorno all'anno Mille per indicare gli abitanti
dell'agglomerato cluniacense, per quanto sappiamo,  uno dei primi
in Francia a metterlo per iscritto. Soltanto tra il 1060 e il
1075, quando con la creazione di nuove fiere e di nuovi pedaggi si
palesa la ripresa commerciale, il termine diventa realmente un
appellativo di classe rivolto a tutti i membri di un gruppo
sociale caratterizzato e, nei formulari e negli atti, distingue
costoro ormai in maniera regolare dai cavalieri e dai rustici.
[...].
   Al tempo della prima Crociata, quando il grande commercio era
ormai in pieno vigore e la citt ultimava il suo processo di
crescita e racchiudeva nel suo ambito un numero di soggetti alla
taglia [imposta] e di combattenti a piedi maggiore di quello che
il signore poteva trarre dai molti villaggi della sua castellania,
la borghesia perveniva a maturit, facendosi riconoscere e
collocandosi nella scala sociale subito sopra i rustici. Quali
erano in quel momento i tratti distintivi della nuova classe?.
   L'appellativo che designa i membri di tale classe mette
l'accento sul luogo di residenza; il burgensis, il civis (i due
termini sembrano intercambiabili) si oppone al rusticus: si tratta
dell'abitante della citt e pi precisamente del borgo, il
quartiere nuovo. Occorre per notare che non tutta la popolazione
della citt  borghese. Chierici e gente d'arme che un tempo ne
formavano il nerbo non se ne erano allontanati; sicuramente questo
elemento antico non aveva fatto progressi (salvo a Cluny, dove il
numero dei monaci e quindi dei loro dipendenti durante l'XI secolo
era cresciuto di molto, e nel cui borgo chierici nobili si
stabilirono per proseguire i loro studi), ma per tutta l'et
feudale nelle tre citt del Maconese perdurer intimamente
mescolato ai mercanti e agli artigiani un gruppo consistente di
nobili e di ecclesiastici. Se i chierici e i cavalieri risiedevano
di preferenza nei quartieri vecchi, anche lungo le strade
commerciali vi furono dimore ecclesiastiche o cavalleresche
affiancate a quelle della gente comune. [...] Inoltre, sempre a
Mcon e forse anche a Tournus nel dodicesimo secolo, nel borgo
vivevano ebrei per nulla assimilati ai borghesi. Nel 1100 il
borghese  dunque quel cristiano che non  n chierico n
cavaliere e che, tuttavia, non pu essere chiamato contadino. Per
non possiede ancora un suo peculiare statuto giuridico e per vari
aspetti il clima sociale esistente nel borgo nuovo rispecchia
quello delle campagne.
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